Kulturerbe für alle/Patrimoine pour tous/Patrimonio per tutti

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Patrimonio per tutti!! Ma in che lingua?

Veröffentlicht von Patrimonio per tutti vor 6 Monaten Veröffentlicht in Italiano

Di Eva Carlevaro

Patrimonio per tutti! Così è stato denominato il concorso di idee indetto dall’Ufficio federale della cultura in occasione dell’anno europeo della cultura 2018.

Patrimonio per tutti! Patrimonio archeologico, patrimonio culturale immateriale, patrimonio mondiale!! Evviva! Lavorando in ambito culturale ed essendo socia di numerose associazioni attive nella tutela e nella salvaguardia del patrimonio culturale questa iniziativa mi rallegra! Nuove idee per apprezzare, comunicare e conoscere il nostro patrimonio sono sicuramente le benvenute. 

Tuttavia mi sorge una domanda… se esco dai miei “canali culturali” abituali e utilizzo la rete per vedere come viene recepito il patrimonio culturale in internet, cosa troverò? E soprattutto, ci sono differenze tra le varie regioni linguistiche?

Beh, facendo una breve ricerca su internet ho avuto una sorpresa. “Googelando” i termini patrimonio culturale e Svizzera, in italiano, mi appaiono 305'000 risultati, in tedesco Kulturerbe Schweiz è collegato a 281'000 siti, in francese patrimoine culturel e Suisse ne contrassegna ben 528'000 e in romancio si possono trovare 37'000 pagine internet. Quindi, se teniamo conto che il 63 % della popolazione in Svizzera parla tedesco, il 22 % parla francese, l’8 % italiano e lo 0,5 % parla romancio, ne risulta che i “romanci” e gli italofoni sono proporzionalmente più sensibili alla tematica del patrimonio culturale? Mi viene un dubbio e ripeto la ricerca su di un computer impostato sulla lingua tedesca, magari il mio computer “italofono” è di parte…e invece… anche in un browser “tedesco” il numero di siti trovati per lingua rimane più o meno invariato.

E quindi? Si tratta solo di una differenza di numero o i siti si distinguono anche per i contenuti? A prima vista sembrerebbe solo una questione di numero: in tutte le lingue il tema maggiormente trattato è l’anno della cultura 2018 e la partecipazione del nostro paese alla manifestazione (gli amministratori di questa pagina internet possono ritenersi soddisfatti). Un secondo indirizzo che appare in tutte le lingue è quello dell’Amministrazione federale e delle associazioni attive nella tutela del patrimonio culturale, in terza posizione troviamo il sito dell’Unesco. Guardando però un po’ più attentamente emergono alcune differenze che riguardano le tematiche trattate.

I romandi e i “romanci” sfruttano molto il marchio Unesco e quello del patrimonio culturale immateriale per pubblicizzare siti e percorsi turistici. Il riconoscimento viene utilizzato in maniera positiva dalle località turistiche per sottolineare l’importanza, l’interesse e il valore dei luoghi e per invogliare i possibili visitatori. Ma anche i gruppi locali che si occupano della protezione del patrimonio regionale appaiono fin dalle prime pagine della ricerca.

Le pagine in italiano presentano le stesse caratteristiche di quelle in francese e in romancio: tra i primi siti trovati appaiono quello dell’anno della cultura 2018, ma anche quelli di progetti di ricerca, enti e associazioni locali che operano nell’ambito della tutela del patrimonio culturale. A questi temi si aggiunge la problematica dei beni trafugati dall’Italia che arrivano in Svizzera per essere rivenduti.

E nei siti in tedesco? Accanto ai siti ufficiali menzionati sopra, ampio spazio viene dato alle notizie dell’attualità, per esempio al carnevale di Basilea da poco entrato a far parte della lista del patrimonio immateriale dell’Unesco. A differenza dei siti della Svizzera francese, però, sembra che il termine patrimonio culturale venga utilizzato meno attivamente dalle località per farsi conoscere, bisogna infatti sfogliare alcune pagine prima di trovarli e anche le associazioni e i gruppi locali sono meno in evidenza.

Certamente per ottenere dei risultati attendibili da questo tipo di ricerca bisognerebbe compiere uno studio più approfondito. È chiaro che i motivi che stanno alla base di queste differenze possono essere di svariata natura (il francese ad esempio è una delle lingue ufficiali dell’Unesco, questo potrebbe comportare l’elevato numero di siti internet in questa lingua, oppure questo divario potrebbe anche essere dovuto al logaritmo o ai filtri utilizzati dal motore di ricerca).

A conclusione della mia piccola statistica qualitativa, ben inteso, non quantitativa, mi accorgo che per la sensibilizzazione e la partecipazione alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale elvetico rimane ancora molto da fare. I siti internet che citano il patrimonio culturale svizzero e la loro frequenza presentano delle evidenti differenze e queste disuguaglianze dovrebbero far riflettere sul modo di utilizzare la rete per valorizzare il nostro patrimonio nelle varie regioni linguistiche.

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Dieser Beitrag wurde bearbeitet am Dez 18, 2017 von Andreas Teuscher

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Kommentare (1)

Nina Mekacher sagt... vor 6 Monaten

Mi incuriosisce molto quest'indagine....un sondaggio d'opinione dell' 2014 sembra infatti confirmare  la ipotesi presentata;  vedere: https://www.bak.admin.ch/bak/it/home/attualit...l-profondo.html

Però: magari si tratta solo (o almeno anche) di una questione di terminologia. Patrimonio/patrimoine mi sembrano essere termini ben introdotti e conosciuti nelle loro lingue; Kulturerbe invece e un termine abbastanza nuovo, poco accessibile,  introdotto negli ultimi anni rimpiazando a torno Denkmal, Heimat(schutz), Ortsbild, Baukultur ecc....

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